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CANTI DEGLI ALPINI

ERA UNA NOTTE OHI CARA MAMMA LA TRADOTTA
MONTE CAMINO SIGNORE DELLE CIME TA PUM
SUL PONTE DI PERATI SUL CAPPELLO VA L'ALPIN
VALORE ALPINO DOVE SEI STATO? LASSÙ IN MONTAGNA
IL TESTAMENTO DEL CAPITANO DI QUA DI LÀ DAL PIAVE CAMPANE DI MONTE NEVOSO
BOMBARDANO CORTINA BERSAGLIERE HA CENTO PENNE MONTE GRAPPA

ERA UNA NOTTE

 Era una notte che pioveva
e che tirava un forte vento,
immaginatevi che grande tormento
per un alpino che stà a vegliar. 

A mezzanotte arriva il cambio
accompagnato dal capoposto,
ohi sentinella ritorna al tuo posto
sotto la tenda a riposar. 

Quando fui stato nella mia tenda
sentii un rumore giù nella valle,
sentivo l’acqua giù per le spalle,
sentivo i sassi a rotolar. 

Mentre dormivo sotto la tenda
sognavo d’esser con la mia bella,
e invece ero di sentinella,
fare la guardia allo stranier. 

E quando ero a casa in licenza
sognavo d’esser di sentinella,
e invece ero con la mia bella
sotto le piante a - fare l’amor. 

 

OHI CARA MAMMA 

Ohi cara mamma i baldi alpin
van via; i baldi alpin van via
e non ritornan più. Ohi si si
cara mamma no, senza alpini come farò? 

Guarda la luna come la cammina,
e la cavalca i monti e la
divora‘l pian. Ohi si, si
cara mamma no, senza alpini come farò? 

Guarda le stelle come sono belle
e sono le sorelle di noi altri alpin,
ohi si, si, cara mamma no,
senza alpini come farò? 

Guarda il sole come splende in cielo,
la lunga penna nera la si riscalderà.
Chi si, si, cara mamma no,
senza alpini come farò? 

 

LA TRADOTTA

 La tradotta che parte da Torino,
a Milano non si ferma più
ma la va diretta al Piave,
cimitero della gioventù. 

Siam partiti, siam partiti
in ventisette, solo in cinque
siarn tornati qua e gli altri
ventidue son rimasti tutti a San Donà. 

A Nervesa, a Nervesa c’è una croce:
mio fratello l’è sepolto là,
io ci ho scritto su: Ninetto,
chè la mamma lo ritroverà. 

Cara suora, cara suora son
ferito, a domani non arrivo più,
se non c’è qui la mia mamma
un bel fiore me lo porti tu. 

 

MONTE CAMINO 

Non ti ricordi quel mese d’aprile,
quel lungo treno che andava al confine,
che trasportava migliaia degli alpini;
su, su correte: è l’ora di partir! 

Dopo tre giorni di strada ferrata
ed altri due di lungo cammino,
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar. 

Se avete fame, guardate lontano,
se avete sete la tazza alla mano
se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca la neve ci sarà. 

Non più coperte, lenzuola, cuscini,
non più l’ebbrezza dei tuoi caldi baci,
solo si sentono gli uccelli rapaci
e più sovente il rombo del carinon. 

(o) Alla mattina il tenente fa sveglia
e tutt’a un tratto riunisce i plotoni
e sulle cime degli alti burroni
tutti insieme il fucile si sparò. 

(o) E più di venti li ho visti a morire
e tutti gli altri li ho visti a scappare
e si sentivano tra loro a gridare
“se ci rendiamo , saremo prigionier”. 

(o) Strofe inedite ricavate dagli appunti di “Naja”
 del M.o Silvano De Francesco.

 

 SIGNORE DELLE CIME 

Dio del cielo, Signore delle cime
un nostro amico hai chiesto alla montagna,
ma Ti preghiamo, ma Ti preghiamo,
su nel Paradiso lascialo andare
per le Tue montagne. 

Santa Maria, Signora della neve,
copri col bianco soffice mantello,
il nostro amico, il nostro fratello,
su nel Paradiso, su nel Paradiso
lascialo andare per le Tue montagne. 

Dio del cielo, l’alpino ch’è caduto
ora riposa nel cuor della montagna.
Noi. Ti preghiamo, noi Ti preghiamo,
una stella alpina, una stella alpina,
lascia cadere dalle Tue mani. 

Dio del cielo, l’alpino ch’è caduto
ora riposa nel cuor della montagna.
Noi. Ti preghiamo, noi Ti preghiamo,
una stella alpina, una stella alpina,
lascia cadere dalle Tue mani.  

 

TA PUM 

Ho lasciato la mamma mia
 l’ho lasciata per fare il soldà.    Ta pum (6 v.)  

Venti giorni sull’Orgigara
         senza il cambio per d’ismontar.  Ta pum (6 v.)

 Quando portano la pagnotta
 
il cecchino comincia a sparar.  Ta pum (6 v.

Quando sei dietro quel muretto
      soldatino non puoi più parlar.  Ta pum (6v.)                 

 E domani si andrà all’assalto
           soldatino non farti ammazzar.  Ta pum (6 v.)          

 Quando poi si discende al piano
          Battaglione non hai più soldà.  Ta pum (6 v.)     

   Dietro il ponte c’è un cimitero
     
cimitero di noi soldà.  Ta pum (6 v.)  

 Cimitero di noi soldà,
forse un giorno ti vengo a trovar. Ta pum (6 v.)

 

SUL PONTE DI PERATI 

Sul ponte di Perati, bandiera nera:
l’è ‘l lutto degli alpini che va a la guerra.
 L’è il lutto degli alpini che va a la guerra,
la meglio zoventù che va sotto terra.
 sull’ultimo vagone c’è l’amor mio
col fazzoletto in mano mi dà l’addio.

Col fazzoletto in mano mi salutava
e con la bocca i baci lui mi mandava.
 con la bocca i baci lu mi mandava
e il treno pian pianino s’allontanava.
quelli che con partiti, non con tornati:
sui monti della Grecia sono restati. 

Sui monti della Grecia c’è la Vojussa
col sangue degli alpini s’è fatta rossa.
Un coro di fantasmi vien giù dai monti
è il coro degli alpini che sono morti.


Alpini della Julia in alto il cuore
sui monti della Grecia c’è il tricolore.
Gli alpini fan la storia, ma quella vera
scritta col sangue lor, e la penna nera.

 

SUL CAPPELLO

 Sul. cappello, sul cappello che noi portiamo,
c’e una lunga, c’è una lunga penna nera,
che a noi serve, che a noi serve da bandiera
su pei monti, su pei monti a guerreggiar! 

Ohilala!
Evviva evviva, il reggimento
evviva evviva il Corpo degli Alpin! 

Su per monti, su pei monti che noi saremo
coglieremo, coglieremo le stelle alpine,
per donarle, per donarle alle bambine,
farle pianger, farle pianger e sospirar.

Ohilala!
Evviva evviva, il reggimento
evviva evviva il Corpo degli Alpin! 

 Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
pianteremo, pianteremo l’accampamento,
brinderemo, brinderemo al reggimento:
viva il Corpo, viva il Corpo degli Alpin! 

Ohilala!
Evviva evviva, il reggimento
evviva evviva il Corpo degli Alpin!  

 

VA L’ALPIN

 Va l’alpin su l’alte cime
passa al volo lo sciator,
dorme sempre sulle cime
segna mamma e il casolar. 

Fra le rocce e fra i burroni
sempre lesto è il suo cammin;
quando passa la montagna
pensa sempre al suo destin 

Pensa alpin al tuo destino
c’è il ghiacciaio da passar!
Mentre vai col cuor tranquillo
la valanga può cascar. 

Pensa alpin la tua casetta
chè la rivedrai ancor,
c’è una bimba che ti aspetta
orgogliosa del tuo amor. 

Noi cantiamo una canzone
la canzone degli alpin,
la cantiamo con orgoglio
siam del Corpo degli Alpin!

 

VALORE ALPINO (trentatre) 

Dai Lidi tetti del villaggio
i bravi alpini son partiti,
mostran la forza ed il coraggio
della lor salda gioventù. 

Sono dell’Alpe i bei cadetti,
nella robusta giovinezza,
dai loro baldi e forti petti
spira un’indomita fierezza. 

Oh valore alpin difendi
sempre la frontiera!
E là sui confin tieni
sempre alta la bandiera. 

Sentinella all’erta per
il sud nostro italiano
dove amor sorride e più
benigno irradia il sci. 

Là tra selve ed i burroni,
tra le nebbie fredde ed. il gelo,
piantan con forza i lor picconi
ed il cammin sembra più lieve. 

Risplenda il sci o scenda l’ora
che reca in ciel l’oscurità,
il bravo alpin vigilo ognora,
pronto a lanciare il chi va là. 

 

DOVE SEI STATO? 

La Celestina in cameretta,
che ricama rose e fiori.
Vieni da basso o Celestina,
ch’è rivà il tuo primo amore. 

Sì l’è rivato ier di sera,
e con la corsa del vapore.
Se l’è venuto lassè ch’el vegna,
mi son pronta a far’ l’amore. 

Dove sei stato o bell’alpino,
che ti gà cambià colore?
L’è stata l’aria, de l’Ortigara
che mi gà cambià colore. 

Sul Montenero c’è una tormenta
che mi gà cambià colore.
Là sul Pasubio c’è un barilotto
che mi gà cambià colore. 

Sul Monte Grappa c’è una bombarda
che mi gà cambià colore.
I tuoi colori ritorneranno
questa sera far l’amore. 

A far l’amore ci vuoi vent’anni
e una ragazza e del buon vino.
Ed ho patito tanti dolori
su pei monti a guerreggiar. 
a i tuoi dolori ti passeranno 
questa notte a far l’amor

 

LASSU’ IN MONTAGNA (Valore alpino)

 Al comando dei nostri ufficiali
caricheremo cartucce a mitraglia
e se per caso il colpo si sbaglia
a baionetta l’assalto farem. 

Lassù in montagna nel cuor delle Alpi,
venga il nemico se ha del coraggio,
e se qualcuno gli lascia il passaggio
noialtri alpini fermarlo saprem. 

Dove più aspra sarà la battaglia
a corpo a corpo verremo alle mani,
combatteremo da prodi italiani
faremo onore al patrio valor. 

O care mamme che tanto pregate,
non disperate pei vostri figlioli
che qui sull’Alpe non siamo mai soli
c’è tutta Italia che a fianco ci sta. 

 

IL TESTAMENTO DEL CAPITANO 

Il capitan de la compagnia
e l’è ferito e sta per morir
e‘l manda a dire ai suoi alpini
perché lo vengano a ritrovar. 

I suoi alpini ghe manda a dire
che non han scarpe per camminar
“O con le scarpe o senza scarpe
i miei alpini li voglio qua.” 

Cosa comanda sior capitano,
che noi adesso semo arrivà?
“Io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià. 

Il primo pezzo alla mia Patria;
secondo pezzo al battaglion;
il terzo pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figliol. 

I quarto pezzo alla mia bella,
che si ricordi del suo primo amor;
l’ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fior 

 

DI QUA DI LA DAL PIAVE

Di qua, di la del Piave,
ci stà un’osteria.
La c’è da bere e da mangiare
ed un buon letto da riposar. 

E dopo aver mangiato,
mangiato e ben bevuto:
mia bella mora se vuoi venire
questa è l’ora di far l’amor. 

Mi si che vegneria
per una volta sola,
però ti prego lasciarmi stare
che son figlia da maritar. 

Se sei da maritare
dovevi dirlo prima,
or che sei stata coi veci alpini
non sei figlia da maritar.

 E dopo nove mesi è nato
un bel bambino, sputava
il latte, beveva‘l vino perchè
era figlio del vedo alpin. 

 

CAMPANE  DI  MONTE  NEVOSO  

Lasciarono il bianco paesello
cento mamme e altrettanti tesor,
un fior tra la piuma e il cappello
e una dolce canzone nel cuor.

 Ritorneremo ancor sui nostri monti
e falceremo il grano al sole,
berremo l’acqua viva delle fonti
ch’è pura come il nostro amor! 

Campane di Monte Nevoso,
quei rintocchi nel cielo divin
sembravano un grido armonioso
“Proteggete i miei giovani alpin”! 

Tutto fu distrutto, ma tu torni a rintoccar,
campanil di Monte Nevoso;
tra le mura lacere c’è sempre un focolar
cento cuori sempre ad aspettar! 

Campane di Monte Nevoso,
quei rintocchi nel cielo divin
sembravano un grido armonioso
“Proteggete i miei giovani alpin”!

Campane dal suono giocondo
che invocate la pace e l’amor,
non quella che predica il mondo,
ma la pace che vuole ogni cuor;
la pace, la fede, la gioia, l’amor!..

 

BOMBARDANO CORTINA

Bombardano Cortina! ….. oilà
dicon che gettan fiori! ….. oilà
tedeschi traditori
è giunta l’ora, subito fora
subito fora , dovete andar. 

E proseguendo poi ….. oilà
per Valle Costerna ….. oilà
giunti sulla Tofana
su quella vetta, la baionetta
la baionetta, scintillerà. 

Non mancherà poi tanto ….. oilà
che anche il Lagazuoi ….. oilà
conquisteremo noi
l’artiglieria, Sasso di Stria,
Sasso di Stria, battuto avrà. 

Son prese le “Tre Dita” ….. oilà
il “Masarè” è già nostro! ….. oilà
l’aquila ha perso il rostro
e già s’invola spennata e sola
spennata e sola là sul Caval. 

Fatta è la galleria! ….. oilà
è pronta la gran mina! ….. oilà
e una bella mattina a
anche Gigetto col Castelletto
col Castelletto per aria andò. 

Giunti sul Canalone ….. oilà
schierati i suoi soldati ….. oilà
tiri ben aggiustati
la pasta asciutta vi fece tutta
vi    fece tutta lasciare lì. 

Per Valle Travenanzes ….. oilà
e Strada Dolomiti! ….. oilà
v’ inseguiremo arditi,
e voi scappate finché arrivate
finché arrivate dal vostro Re. 

 

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